Logo dell'associazione Salta direttamente ai contenuti
Energia muscolare e ferro

L'attività muscolare è il risultato di complesse reazioni metaboliche nelle quali intervengono fattori legati alla liberazione di energia. Per esplicare la loro attività (bruciare calorie e produrre lavoro) le cellule muscolari devono ricevere l'ossigeno catturato dai polmoni attraverso la circolazione sanguigna. L'ossigeno nel nostro organismo non è presente in forma libera (non è un gas che può liberamente circolare come nell'aria), ma è soggetto ad un controllo metabolico costante. Nel sangue è trasportato da una proteina contenente ferro nota come emoglobina, e nelle fasce muscolari è associato ad un'altra proteina contenente ferro detta mioglobina. È il minerale ferro che lega chimicamente l'ossigeno, rendendolo di conseguenza trasportabile in tutto l'organismo e facilmente cedibile ai tessuti che lo richiedono. Da quanto detto è evidente che questo minerale copre un ruolo chiave nell'attività muscolare. Infatti, è noto che nei casi di forti emorragie, anemia, mestruazioni e di donazioni di sangue si ha un calo di emoglobina e di conseguenza uno stato transitorio di stanchezza.
È importante sapere che il ferro è contenuto in molti alimenti ma non in grosse quantità e che non tutto il ferro contenuto nell'alimento può essere assorbito dal nostro organismo. In altre parole una parte del ferro ingerito è assorbita dal nostro sistema digerente e metabolizzato, e una parte è eliminata. Questo perché l'intestino, regolando l'ingresso, tende a mantenere in equilibrio il ferro già presente nell'organismo. Inoltre nell'alimento stesso esistono sostanze che legando tenacemente il ferro non lo rendono digeribile.
Nel nostro organismo esistono numerosi depositi di ferro: nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Anche qui il ferro è legato chimicamente ad una proteina chiamata ferritina.
L'organismo umano contiene mediamente e complessivamente 4-5 g di ferro (pochi grammi rispetto al peso corporeo complessivo). Il ferro contenuto nei globuli rossi del sangue fissa l'ossigeno a livello dei polmoni e lo trasporta in tutte le parti dell'organismo. La carenza di ferro può determinare anemia ipocromica ed è importante ricordare che nella popolazione femminile in età fertile, le perdite mestruali e la gravidanza, possono creare difficoltà di recupero in assenza di una dieta equilibrata. Questo problema può instaurarsi anche nel caso di diete vegetariane dove alcune sostanze bloccano chimicamente il ferro rendendolo non digeribile e di conseguenza non assorbibile.
Durante gli allenamenti si ha anabolismo proteico (crescita in proteine dell'organismo) che porta ad un aumento delle capacità atletiche. Ad un aumento di fabbisogno di calorie fa seguito un aumento dell'introito di ossigeno che è supportato dall'incremento di proteine contenenti ferro (emoglobina, mioglobina) che lo veicolano. In tutti questi casi è opportuno aumentare il ferro contenuto nella dieta per riequilibrare le perdite o per soddisfare le maggiori richieste. Il fabbisogno giornaliero medio è di 10 mg per l'uomo e 18 mg perla donna in età fertile.

Nella tabella sono elencate le più importanti fonti alimentari di ferro ed il valore è espresso in mg per 100 g di alimento.

 

Notizia letta: 1374 volte
inserita il: 30/10/2006