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Lo studio dell'energia interna

I meridiani nello shiatsu:
L'origine· Come interpretarli
Dove sono· Come utilizzarli

Chi pratica il karate tradizionale sente sovente parlare di kime ed il più delle volte quando ci viene chiesto di spiegarne i requisiti o di dire cos'è ci troviamo in difficoltà, non sappiamo che argomenti usare a supporto dì tale tematica e quasi sempre preferiamo far vedere la tecnica. E su questo siamo bravi perché riusciamo a distinguere quando in una tecnica è presente il Kime e quando invece non c'è.

Quando si parla di kime si parla di energia interna, di quel qualcosa in più che ci fa percepire che la tecnica ha una sua efficacia che va al di là della forza bruta.

Nelle arti marziali si sentono diversi racconti legati al mondo orientale e spesso si rimane esterefatti da ciò che l'energia interna è in grado di far fare ad una persona.

Non si tratta di magia ma senz'altro di un qualcosa che è misterioso e fondamentale allo stesso tempo per chi pratica il karate tradizionale. Cercherò di dare una mia interpretazione di ciò che è il kime utilizzando una disciplina appartenente alla medicina tradizionale giapponese: lo shiatsu.

Le nozioni che intendo qui utilizzare appartengono allo shiatsu codificato dal M0 Masunaga che partendo dai meridiani dell'agopuntura cinese ha elaborato un suo sistema di diagnosi e di intervento terapeutico a favore dell'uomo.

Bisogna fare una doverosa premessa che è quella che quando si parla di una disciplina o di un'arte tradizionale legata al mondo nipponico non si deve assolutamente tralasciare nessun particolare inerente la cultura e le tradizioni del popolo giapponese, e la cosa fondamentale è quella che l'essere umano è visto sempre nella sua globalità e non nel particolare.

Questo dovrebbe essere un concetto facile da comprendere per chi pratica il karate tradizionale, basti pensare al gyakuzuki, non va curato solo il braccio e il pugno ma anche tante altre cose: lo sguardo, le spalle, la schiena, le anche, gli arti inferiori.

Bene se il discorso fin qui fatto sulla globalità dell'essere è stato recepito siamo a buon punto!

Come si è già capito per spiegare un qualcosa che nasce in un contesto orientale è necessario utilizzare degli studi che sono stati approfonditi in tale ambito e sarà poi molto semplice darsi delle risposte su una serie di interrogativi che a prima vista non si sa neanche da dove cominciare. I principi che toccheremo sono alla base di tutte le arti tradizionali giapponesi, la pittura, il teatro, la cerimonia del tè, e tante altre che noi al giorno d'oggi effettuiamo senza pensarci e con leggerezza, basti pensare alla scrittura (in oriente esistono ancora oggi delle scuole di calligrafia…, qui da noi la tradizione dei monaci amanuensi del medioevo è ormai scomparsa). Mi rendo comunque conto che è difficile immaginare una persona che usi il ki mentre scrive mi è più semplice pensare ai lottatori di sumo!

Se usiamo la logica ci chiediamo: come circola questa energia interna? quali sono le "strade" che percorre? dove nasce? dove finisce? come sì può agire su di essa affinché si possano avere dei benefici ed un appropriato utilizzo? La nostra esperienza ci suggerisce di affermare che praticando del sano karate tradizionale nel modo giusto andiamo a stimolare con la tecnica dei centri energetici che fan si che il ki circoli adeguatamente nei meridiani. E forse facendo riferimento allo shiatsu si riescono a dare delle risposte attendibili.

È necessario però sottolineare che esistono dei principi generali che sono validi per tutti gli individui mentre per discriminare il perché esiste una determinata carenza a livello energetico bisogna avere molta esperienza e non bisogna mai soffermarsi alle apparenze; ad esempio se una persona afferma di essere stanco, di sentirsi debole, non basta un'analisi superficiale per dire che il tale "organo' (zang) o "viscere" (fu) è "Vuoto" (kyo) e quindi trattare il rispettivo canale energetico. Bisogna avere un occhio di attenzione a tutta la persona, che lavoro fa, cosa mangia, quanto dorme, dove vive, se fa sport, se ha qualche malattia ereditaria ed altre cose ancora. Quindi si è invitati a considerare il microcosmo persona nel macrocosmo dell'universo, cosa che riesce molto bene agli orientali, e un po' meno bene a noi occidentali. E le conseguenze le paghiamo quando con la medicina occidentale curiamo il sintomo e non la causa con un ingente utilizzo di farmaci, forse per guarire un ulcera allo stomaco è meglio capire perché ciò si manifesta piuttosto che imbottirsi di pastiglie e sciroppi.

 

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inserita il: 31/10/2006