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Il kimono

Lo stile dell'abbigliamento giapponese, ed in particolare il kimono, si sono sviluppati attraverso una lunga tradizione che affonda le sue radici nella moda cinese, a sua volta influenzata dal gusto di sovrani stranieri come i Mongoli o i Manchu.

In Giappone, dal X sec. in poi si assiste all'evoluzione del kosode, che rimase il modello fondamentale in voga fino all'occidentalizzazione dell'arcipelago (fine del XIX sec.). Il kosode nasce essenzialmente come un capo d'abbigliamento indossato sotto gli abiti, ed era largamente diffuso tra gli strati inferiori della società del periodo Ahikaga (1932-1568). Gradualmente sarà adottato anche dai ceti più elevati, ma come indumento esterno e nel tardo XVI sec, diverrà il vestito d'uso quotidiano, sia maschile che femminile.

Lo sviluppo evolutivo dei tessuti, del design e delle decorazioni che resero memorabili i kimono delle cortigiane del periodo Edo spesso riprodotte nelle stampe dell'epoca (ukiyo-e), crebbe parallelamente al graduale miglioramento qualitativo delle tecniche di trattamento e coloritura dei tessuti.

Mentre taluni ritengono che il kimono sia tecnicamente "primitivo" se paragonato all'abbigliamento occidentale; altri lo considerano l'esemplificazione della perfezione di un modello che supera i confini temporali.
Va inoltre sottolineato che il kimono, nel corso secoli, ha subito solo "lievi" mutamenti; invece in occidente l'abbigliamento è sottoposto ad un continuo e frenetico aggiornamento, frutto di stili e mode sempre nuove a seconda della stagione.

Se volessimo paragonare il kimono ad un'opera d'arte, allora sarebbe sicuramente un'opera pittorica. Infatti, i collezionisti possono sistemare il kimono ad una gruccia, appenderlo alla parete ed ammirarne i colori e le decorazioni, esattamente come farebbero con un dipinto della propria collezione. Non dimentichiamo infatti che molti artisti giapponesi si dedicavano quasi esclusivamente alla decorazione dei tessuti destinati alla confezione dei kimono, usando il tessuto come un pittore la sua tela , e ricorrendo anche loro al pennello, per arricchirlo di immagini sempre varie.

Il termine "kimono" (lett. 'cosa addosso') era il termine utilizzato per indicare genericamente l'abito giapponese tradizionale. Tuttavia le tipologie sono varie, le principali sono tre e si differenziano in base all'ampiezza dell'attacco delle maniche in vita: nel kosode (a 'manica stretta'), nell' hirosode (a 'manica ampia') oppure in base alla lunghezza, come nel furisode ( a 'manica che pende').

Dopo il secondo conflitto mondiale abbiamo assistito all'occidentalizzazione dell'abbigliamento femminile, e sono molte le donne, che anche per questione di praticità, soprattutto al lavoro, indossano abiti occidentali; tuttavia il fascino del kimono è irresistibile. Sono molte le feste nazionali (es: La Festa dei bambini, il Capodanno), o le feste private in cui le donne mostrano orgogliosamente il proprio kimono.

Alcuni amici giapponesi ai quali ho chiesto che valore avesse per i giapponesi il kimono, mi hanno risposto: "Il kimono rappresenta l'orgoglio ed il simbolo di ogni donna giapponese ed indossarlo equivale a "vivere lo spirito del Giappone e sentirne palpitare il cuore"

 

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inserita il: 02/11/2006