Logo dell'associazione Salta direttamente ai contenuti
Sei in: Shotokenshukai » Cultura » Te
"Portare l'ombrello anche quando è sereno"

Agli allievi della cerimonia del tè si insegna a muoversi senza spreco di energia, prestando attenzione ad ogni movimento delle mani e dei piedi. portare l'ombrello in un giorno sereno, non va inteso come una semplice misura precauzionale, o cercare di evitare imprevisti; si riferisce più ad uno stato mentale che mostra considerazione per gli altri e non è disturbato da interruzioni, perchè è calmo e pronto. Alla fine del XVII secolo, un signorotto del Giappone rurale, ebbe l'ordine di compiere il suo viaggio annuale alla capitale, la città di Edo. Egli insistette per farsi accompagnare da un suo molto riluttante servitore, che era anche un maestro della cerimonia del tè. Benchè non fosse un samurai per nascita o per formazione, fu chiesto al Maestro di vestire come uno di loro e portare una spada. Mentre camminava per le vie di Edo, fu avvicinato da ronin, un samurai senza padrone, che si era accorto che il Maestro non possedeva alcuna formazione militare, e sperava così di sottrargli denaro sfidandolo a duello. Il Maestro si scusò, spiegando che era solo abbigliato da samurai, e che non era pronto per affrontare un combattimento; ancora più determinato nel suo intento di derubarlo però, il ronin insistette per il duello. Il maestro, con il pretesto di chiedere il permesso al suo signore, domandò un breve periodo di tempo per potersi preparare a morire adeguatamente. Si recò quindi da un maestro d'armi, perchè gli insegnasse come morire senza disonore. Il Maestro spadaccino gli chiese per prima cosa di preparare il tè, ed egli, pensando di eseguire la cerimonia per l'ultima volta, riuscì a mettervi tutto se stesso. Fu allora che il Maestro d'armi gli disse che non aveva bisogno di imparare ciò che egli già conosceva. Lo istruì ad affrontare il duello con la stessa disposizione mentale che aveva nella cerimonia del tè, a tenere la spada avanti e a colpire l'avversario nel momento stesso in cui l'altro colpiva. Predisse inoltre che il duello si sarebbe risolto con la morte di entrambi i duellanti, e con onore per lui. Il giorno del duello, il Maestro fece come gli era stato insegnato; ma il duello non ebbe luogo, perché l'arrogante ronin non fu capace di trovare un'apertura per il suo attacco, e indietreggiò pieno di timore per ciò che vedeva nella figura del Maestro del tè. Portare l'ombrello in un giorno di sereno, significa proprio questo: uno stato di prontezza e dignità, capace di mostrare l'universo intero attraverso una piccola parte. Questo si riflette nel nostro comportamento quotidiano; comportarsi in modo diverso durante la cerimonia del tè, non soltanto è scortese, ma può provocare la rottura di un oggetto di grande valore o interrompere qualche cosa che é in atto; nonostante sembri contenere molta delicatezza e raffinatezza, la cerimonia del té contiene anche una grandissima forza interiore. La tazza, come tutti gli utensili che vengono adoperati durante la cerimonia, viene tenuta nel palmo della mano sinistra sostenuta dalla destra; deve essere tenuta con il Ki, cioè con il peso verso il basso, per tutto il tempo, anche mentre si beve. Uno degli scopi principali della cerimonia del tè è di purificare e rinfrescare la mente dall'ingombro delle preoccupazioni della vita quotidiana attraverso l'estensione del Ki; quando si trattiene il Ki all'interno di noi stessi si perde la capacità di far fronte ad ogni sorta di piccoli traumi e cattivi influssi, mentre al contrario aumenteremo la nostra resistenza ad atteggiamenti e ad in influenze negative (oggi tutto questo si chiama pensare in positivo).

 

Notizia letta: 1587 volte
inserita il: 16/01/2007