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"Esprimere tutto senza fare nulla"

Il teatro No è forse più conosciuto per le sue maschere. Molte persone pensano erroneamente che una maschera No sia neutrale o priva di espressione. La stessa maschera però, vista da angolazione diverse, può assumere sottili cambiamenti di espressione; le lievi trasformazione di una faccia mascherata, si rivelano meglio nei movimenti lenti, rendendo le maschere quanto mai adatte al ritmo lento e misurato del No. Lungi dall'essere inespressiva, la maschera ha possibilità infinite, ed invece di nascondere l'anima dell'attore, le apre una finestra. La maschera è l'essenza del ruolo e l'essenza di esprimere tutto senza fare nulla. Alcune maschere vecchie di centinaia d'anni, ancora oggi usate, sono intagliate in legno di cipresso e dipinte da maestri artigiani; oltre al loro valore artistico vengono da alcuni considerate sacre.

Vi sono attori che passano ore e giorni interi a contemplare la maschera prima di un'esibizione, e sono proprio quelle molto antiche, magari incrinate, macchiate o deformate dal tempo, che hanno il maggior impatto scenico. I ruoli più impegnativi di questo teatro sono quelli di maggior staticità, che richiedono all'attore di rimanere perfettamente immobile per lunghi periodi di tempo. Il coro ed i musicisti non portano maschere, eppure i lineamenti del volto non sono mai casuali o distratti; anche quando nessuno degli attori é mascherato, il teatro No resta sempre una rappresentazione in maschera.

Il volto scoperto dell'attore, simile ad una maschera, viene chiamato Hitamen, che significa "faccia diretta": la faccia onesta così come è veramente. Tutti i componenti di una rappresentazione No devono continuamente sottoporsi a situazioni fisiche e mentali molto impegnative, ed ognuno deve essere estremamente attento a ciò che fanno gli altri. Parte del carattere sottile dell'espressione No é il modo in cui esso afferra la mente in una direzione e la porta in un'altra. Per esempio un suonatore di Taiko (il grosso tamburo appoggiato al pavimento), può portare in alto la mano destra, come per dare un colpo, battendo invece con la sinistra che era rimasta in basso. Parte del fascino del No, risiede non nel non fare nulla, ma nel fare qualche cosa di leggermente diverso da ciò che ci si aspetta. Questa sottigliezza da forza e forma al dramma aprendo la mente.

 

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inserita il: 12/01/2007