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"Comunicare prima per mezzo dell'udito e poi della vista"

La musica sul palcoscenico No viene prodotta, senza la presenza di un direttore, da quattro musicisti ed un coro, ed il ritmo viene creato basandosi sui segnali provenienti dal suonatore di tamburo. Non esiste una partitura, ed imparare semplicemente a memoria la propria parte non è sufficiente; in fatti a seconda della variazione nei segnali e del ritmo, tra uno spettacolo ed un altro vi possono essere piccoli cambiamenti più o meno intenzionali. Nelle prove viene definita una melodia ed un ritmo di base e, anche se la partitura contiene delle indicazioni, ciò che accade nella realtà può essere diverso. Per quanto detto prima inoltre, la partitura deve essere creata ogni volta in scena. Il segnale principale utilizzato dai musicisti è il Kakegoe, una specie di miagolio o urlo percussivo dei suonatori di tamburo, per avvisare gli altri musicisti, il coro e gli attori, a quale punto ci si trova del dramma. Anche se il ritmo viene creato dal gruppo stesso, senza nessuno che diriga, l'affiatamento a volte é così perfetto, che un Kakegoe prolungato può fare scattare contemporaneamente un colpo di tamburo ed il battere del piede del danzatore, anche se i due non si stanno guardando. Due suonatori di tamburo che siedono su sedie basse simili a sgabelli; percuotono i loro strumenti, (l'o-tsuzumi: il tamburo grande che si porta a lato, e il ko-tsuzumi: il tamburo piccolo che si porta a spalla) con la punta dell dita. Come per il tamburo Taiko, che può essere utilizzato per attirare tanto l'occhio che l'orecchio, la percussione con una mano rilassata é quella che produce il suono migliore e consente un maggior controllo. Anche il flauto del No è uno strumento curioso dalle proprietà uniche, che aiutano a tessere un'atmosfera magica; esso contiene al suo interno una sottile canna supplementare che altera la normale scale dei toni. La mancanza di una scala tonale con intervalli regolari, conferisce al flauto No una sorta di suono ultraterreno. A tutto ciò si aggiungono le voci profonde del coro che canta e narra la storia. Secoli di affinamento in tradizioni segrete, gelosamente custodite, hanno prodotto nel teatro No una forma di musica che da accesso ad una ricca e stupenda espressione dello spirito del Ki.

 

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inserita il: 12/01/2007